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Capitolo 7°
| Nancy, tu mi vuoi bene?
-Così si tratta un'amica? Si lascia all'oscuro di tutto?- domandava Nancy fiondandosi in camera di Keith. -E questo è il modo di arrivare in casa?- -Tua madre ha detto che potevo salire tranquillamente, sei tu che avresti dovuto prestare attenzione al suono del campanello e interessarti di chi fosse arrivato... invece di stare con la testa fra le nuvole pensando al tuo principe azzurro... o sbaglio?- si sedette sulla poltroncina accanto al letto. -Sbagli, mia cara!- disse Keith sedendosi sul letto abbandonando sulla scrivania le carte che stava ordinando -Non stavo affatto pensando a Rich...stavo mettendo a posto le mie scartoffie...- -Voglio crederti. Ma... come è successo? Quando...- Keith si schiarì la voce. Non sapeva da che parte cominciare, non ci aveva capito nulla neanche lei. -Ehi, Nancy... che ne dici di scendere giù in cucina e prendere qualcosa da sgranocchiare mentre chiacchieriamo? Dovrei anche mettere a posto il cesto da pic-nic... grazie per avermi portato tutto!- -Va bene, per ora rimandiamo... ma dopo mi racconti tutto per filo e per segno!- Scesero nella cucina. Nancy svuotò la borsa. Keith sistemò tutto quel che l'amica aveva gentilmente riportato a casa e prese un pacco di biscotti con qualche bibita e risalì in camera accompagnata da Nancy. -Ora parleremo in pace- disse Nancy chiudendo la porta. -Certo! E nulla ci disturberà!- -Dai, dimmi tutto- -Ahem... cosa vuoi sapere?- -Tutto.- -Tutto cosa?- -Dall'inizio.- Keith si sentiva impacciata e cominciò ad arrossire. Ogni parola che usciva la faceva arrossire sempre più. Cominciò il racconto dall'appuntamento alla piscina. -...e così quando ho aperto il pacchetto e ho visto la collanina ho capito tutto.- -Tutto qui? Credevo ci fosse qualcosa di più... ah, dopotutto Rich non ha molta fantasia...per lui esiste solo il pallone...- -Te lo avevo detto che non c'era niente di speciale da raccontare!- -Continua, vediamo se non c'è qualcosa di interessante!- -Stamani al campo sportivo ho indossato la collanina davanti a lui... anzi, è stato proprio lui a mettermela al collo...- -Infantile anche tu...- -Cosa intendi?- -Quello che ho detto! Siete due bambini!- -uff...- Keith sbuffò arrossendo. -Hai tutta la faccia rossissima! Ahaha!- Nancy rideva di gusto dell'imbarazzo dell'amica. -Ehi, e tu che mi dici? Fred è poi ritornato? eh?- -E lui che c'entra?- -C'entra...- Anche Nancy arrossì, -e va bene! Parlo! No, non è venuto più... secondo me tra lui e Rich deve esser successo qualcosa... un litigio, ad esempio!- -Non mi riferivo a questo- -Nemmeno a te sfugge nulla, vero?- -Credevi d'essere la sola che legge nel pensiero?- -Guarda che io dei miei sospetti fra te e Rich non ti ho mai detto nulla... sapevo che vi piacevate a vicenda ma non ho mai tentato di forzare le cose...- -Adesso è diverso- Keith si alzò e andò verso la finestra e guardò il parco dove giocavano da bambini che si intravedeva appena in lontanzanza, -siamo più grandi, ci rendiamo conto di quali sono le cose cui teniamo di più ed abbiamo il bisogno di assicurarle a noi per evitare che ci scappino- -Scappare... se le abbiamo avute vicino fin'ora non credo che scappino da un giorno all'altro- -E invece potrebbero scappare via, magari proprio rincorrendo la propria cosa cui tengono- -Da come parli non sembri più tu, che è successo?- Nancy divenne assolutamente seria e non lasciava trasparire alcuna emozione dal volto, semplicemente guardava l'amica attendendo chiarezza. -Sarò infantile, come hai detto tu, però ho capito una cosa. Rich potrebbe molto presto rivelarsi un campione e se verrà notato potrebbe anche riuscire ad entrare in qualche altra squadra e cambiare scuola, città, amici... e forse potremo vederci molto poco... ed anch'io ho i miei interessi e le mie occupazioni... ed è proprio per evitare di allontanarci che abbiamo sentito il bisogno di ammettere i nostri sentimenti...- -Che razza di discorsi... neanche dovessi morire...- -Credo che se davvero non potessi vedere Rich per tanto tempo, sapere che lui mi vuol bene, che mi ama, me lo farebbe sentire sempre vicino e mi aiuterebbe ad accorciare la nostra reale distanza.- -Credo di capirti... in fondo Rich è un ottimo attaccante... ma non credo sia all'altezza di lanciarsi nel mondo dei professionisti tanto presto... puoi stare tranquilla!- -Sempre pronta a smontare i sogni degli altri, tu!- -No, solo realista! La squadra di Rich non è quello squadrone temibile che tu sostieni sia...- -In effetti ora non sono il massimo, ma sono di sicuro i più forti della città!- -Sì, non c'è dubbio... io veramente stavo guardando l'ambito nazionale...- -Guarda che c'è prima la città, la provincia e la regione... e qui sono i più forti! Lo hanno detto anche su una rivista locale!- -Davvero? Però, bravi i nostri campioni!- Keith nel frattempo si era seduta nuovamente sul letto ed aveva mangiato parecchi biscotti. Aveva decisamente fame. -Ecco, Nancy io avrei fame! Ti va di rimanere a cena qui da me?- -No, grazie! Torno a casa!- -Pensa a quanto ti ho detto!- -Guarda che quello che io provo per Fred non è quello che pensi tu...- -Dicono tutte così! Dai, ti accompagno alla porta! Non ti lascerò andare via da sola così come sei entrata!- -Potevi venire ad aprirmi tu!- -Ancora questa storia?- Nancy uscì. Si salutarono e Keith ritornò in camera sua. -Ma cosa ho detto? Che cavolo di discorso era quello? Rich, la carriera calcistica, separarci... ma da dove è uscito tutto ciò? In fondo non ho di che preoccuparmi, la squadra di Rich è forte, Rich è bravissimo... ma non credo che ce la faccia a farsi prendere in una squadra di professionisti, almeno non a 15 anni! Credo che non avrò preoccupazioni almeno fino alla fine delle superiori, staremo sempre insieme e non ci separeremo... ormai sono 15 anni che siamo sempre appiccicati, figurati se dall'oggi al domani ci separiamo! Fa ridere anche a me!- Keith andò a lavarsi le mani e scese giù per la cena. Uscita dalla casa di Keith, Nancy si precipitò nel giardino della propria, afferrò la bicicletta e corse via. Arrivò sino la casa di Frederick. Posò la bicicletta e bussò. Venne ad aprire lo stesso Fred. -Oh, Nancy... che ci fai qui?- -Che è successo oggi?- -Uh?- -Intendo con Rich...ho come l'impressione che abbiate litigato.- -Ecco... veramente non è successo nulla che possa interessarti, quindi puoi anche tornare a casa tu...- -Ehi, ma come sei scortese, non mi inviti ad entrare?- Nancy entrò in casa superando Fred che adesso si sentiva senza alcuna difesa, sapendo che l'amica era molto brava a capire quel che gli altri provavano. -Lo so che ti senti spaventato dal mio arrivo inaspettato... ma lo sai che ci tengo ai miei amici... per questo voglio sempre accertarmi che non litighino- "No, la realtà è che sei un'impicciona che si fa sempre i fatti degli altri!" pensò Fred. -Ed è per questo mio caro Fred che vorrei sapere... ehi! Ma copriti!- -Cos... O cavolo! Colpa tua che ti fiondi in casa mia!- Fred scappò nella propria camera per infilarsi un paio di pantaloni. Era solo in casa, quindi per stare più comodo indossava solo i suoi boxer grigi ed una canottiera bianca, la casa era in un disordine completo e la sua borsa era rimasta nel corridoio. Fred malediceva d'esser stato preso di sorpresa e di avere tutto in disordine, in fondo aveva la fama di essere un ragazzo molto preciso ed ordinato... Mentre Fred si vestiva e metteva in ordine, Nancy rimase nel salotto, l'unico luogo un po' più ordinato di tutta la casa. I divani rossi con i cuscini mossi e la televisione accesa, segno che Fred la stava guardando ed aveva messo tutti i cuscini in modo da stare più comodo. Sul tavolino, una lattina di birra. Fred la beveva sempre quando a casa non c'era nessuno, e spesso la beveva anche quando usciva con gli amici. Nancy notò la borsa nel corridoio. Senza pensarci la prese e la svuotò. Dentro trovò i vestiti ancora sudici, i guanti pieni di terra e le scarpe sporchissime. Si fiondò in cucina, cercò la spugna e il detersivo ed uscì fuori il balcone e cominciò a lavare nel lavandino lì fuori. Fred trovò Nancy schizzata d'acqua e sporca di terra ancora intenta a lucidare una scarpa ed il resto pulitissimo ad asciugarsi. -Cosa diavolo stai facendo, Nancy?- -Non lo vedi? Ti sto lavando la roba! Se non la lavi subito poi non ti si leva più!- -Ah, non preoccuparti! Domani mattina una sciacquata sotto la fontana al campo ed erano a posto!- Nancy appoggiò anche la scarpa che aveva appena finito di lavare accanto al resto e rientrò in casa asciugandosi le mani ad uno straccio sporco. -Dov'è il bagno? Devo lavarmi le mani!- -Il bagno? è lì in fondo, ma è un caos, non è un posto adatto ad una ragazza...- -Aiuto! Che è questa roba?- -Io l'avevo detto!- Fred sollevò i panni che erano caduti su Nancy e controllò che non ci fossero altri pericoli. -Tutto a posto, Nancy, stai tranquilla!- -Ma in questa casa non c'è ordine!- -No, quella che dovrebbe avere un po' di cura per la casa è mia sorella, ma non c'è mai! Ogni volta trova una scusa per rimanere a casa di amiche a dormire e quando mio padre torna neanche si accorge che manca! Torna alle due di notte, se tutto va bene, e fila a dormire! Praticamente vivo solo!- -Allora la colpa di questo macello è tua!- Lo stomaco di Fred brontolò, mandava segnali a Nancy. -E la cena?- -L'hai vista la lattina di birra sul tavolino?- -Sì, e allora?- -Quella è la mia cena- -Una lattina di birra?- -Sì- -E a pranzo cosa hai mangiato?- -Oggi nulla, di solito mi prendo un hamburger o mangio quel che trovo nel frigo, se c'è qualcosa...- -Inutile chiederti della colazione, immagino!- -Infatti! Bevo una tazzona di caffè ed esco- -E tu giochi anche a calcio! Ma dove la trovi l'energia!- -Non sono affari tuoi! Ehi, ma dove vai?- -In cucina, almeno stasera mangerai! Ah, dov'è un telefono?- -Per farci cosa?- -Dico a mia madre che non torno a casa, e poi chiamo alla centralina per sapere qual è un supermercato aperto a quest'ora, così ci facciamo portare gli ingredienti per cucinare!- -E con cosa paghiamo?- -Bhe, è casa tua, no? Vai a prendere qualche spicciolo, non spenderemo molto!- Dopo una serie di telefonate, Nancy si mette al lavoro e prepara la cena. Un piatto di pasta al pomodoro e una frittata, niente di speciale... ma almeno Fred aveva mangiato qualcosa di nutriente. Oltre a mangiare, però Fred aveva anche bevuto di gusto fra un boccone e l'altro tanto da ubriacarsi. Non era molto ubriaco, Nancy nemmeno se ne accorse, ma ugualmente parlava troppo e si tradì. Stavano vedendo un film, Nancy aveva detto alla madre che avrebbe dormito lì e infatti Fred le aveva detto di poter usare la camera della sorella. Fred posò il capo sulla spalla della ragazza e la abbracciò. -Nancy, tu mi vuoi bene?- -Perchè me lo domandi?- -Mi vuoi bene?- -Ecco... sì!- Nancy arrossì. -Rich non mi vuole bene. Si è preso la ragazza che mi piace!- -Oh, e chi sarebbe?- -Rich... Keith... mi ha rubato Keith! Lo odio!- -Ecco cosa era successo! E poi?- -Sarò il portiere più bravo del Kigitash!- -Fred, dicevi di Rich?- -Voglio avere un cagnolino...- Nancy si accorse che Fred era ubriaco. Prese delle coperte per sè e per l'amico e si rannicchiò accanto a lui sul divano. Avrebbe dormito lì con lui, non poteva lasciarlo solo sapendo che il cuore di Fred era ferito...e forse anche quello di lei era stato intaccato leggermente da quel che aveva saputo. Fine capitolo 7° |