Capitolo 5°

Rivelazioni tra passato, presente e futuro

Campo sportivo "Best Champion", periferia di Tsuto. Ragazzi, borsa in spalla, corrono dentro il cancello e si avviano agli spogliatoi. Non mancano ammiratrici che incitano i loro piccoli campioni da sopra la collinetta che sovrasta i campi. Rich supera il cancello e si avvia verso lo spogliatoio, palla al piede, borsone tenuto da un braccio, sguardo perso nel vuoto. I suoi occhi si muovono d'istinto vagando per tutto il centro sportivo. "Non c'è" gli disse una vocina dentro la sua testa, "probabilmente non verrà". Rich scosse la testa e cercò di non pensarci. Si sentì picchiettare una spalla. Si voltò. -Buongiorno!! Allora? Ancora non sei in campo?- gli disse una voce familiare. Un volto felice e sorridente era lì dinanzi a lui. -K-k-k-ke-keith! Ma.. che ci fai qui?- Rich era felice di vedere Keith, ma... non era alle stelle quando notò che ella non portava il suo ciondolo al collo. Lo assalì il terrore. Possibile che non accetti quel dono? Possibile che sia venuta nonostante non abbia al collo la catenina? Rich era sul punto di sciogliersi, non riusciva a controllarsi, avrebbe voluto scappare e andare a piangere lontano da tutti, magari in un'altra dimensione. -Ma non balbettare! Sbaglio o ti avevo promesso di portare panini e ragazze?- -Non credevo fossi venuta!- -E perchè non venire?- -Bhe...ecco... per ieri... cioè...- -Ah, intendi questo?- Keith tirò fuori il cofanetto del giorno precedente, lo pose tra le mani di Rich e disse: -Eccolo qui!- -Io...cioè...- -Sì, Rich, lo ricordo benissimo...è successo un po' di tempo fa, ma lo ricordo come fosse ieri! Bene, vorrei solo che...fossi tu a mettermi la catenina...ti va?- -Certamente, per un attimo avevo creduto che...- Keith gli mise un dito sulle labbra in segno di silenzio e attese che Rich le mettesse la catena. -Tutto a posto, Keith! Ti sta proprio bene!- -Grazie mille, ma ora corri a fare gli allenamenti!!- Rich scomparve dietro la porta degli spogliatoi. Keith andò nella zona riservata ai manager, agli allenatori e agli arbitri. Entrò nella solita stanzetta e posò la sua borsa piena di panini sulla panca. Si voltò e si trovò innanzi il signor Peter Darris. -Buongiorno signor Darris!- -Ah! Ciao Keith! Quanto tempo che è passato dall'ultima volta che sei venuta a portare quelcosa qui dentro. Cosa c'è? Panini? Hai organizzato un pic-nic?- -Ecco... sì, ho preparato panini per tutta la squadra!- -Sei venuta anche ad assistere i ragazzi? Ci sarebbe proprio bisogno di qualcuno che gli porti gli asciugamani, gli sistemi gli spogliatoi e segni i punteggi...- -Ormai ho smesso... e penso che non tornerò indietro, almeno per ora.- -Capisco. Se però dovessi cambiare idea...- -Certo, ma per ora non se ne fa nulla. Anche se per oggi farei volentieri uno strappo... mi piacerebbe aiutarla!- -Bene, allora inizia a portare queste borracce in panchina! Qui ci sono i fogli per segnare i punteggi, dopo prendili e se non capisci qualcosa chiedimi pure...- -Agli ordini capo!- L'allenatore scomparve e Keith rimase sola in quella sala così familiare. Un tempo era felicissima di recarsi lì per poter assistere la squadra agli allenamenti, portare gli asciugamani, rassettare al termine degli allenamenti, lavare le divise... Sì, un tempo! Ormai qualcosa era cambiato, non si sentiva più la bambina felice che seguiva passo passo una banda di ragazzi alle prese col pallone, aveva altri interessi, altri sogni, altro modo di pensare... era cresciuta, e non le dispiacevano questi cambiamenti. Nonostante ciò, un salto nel passato era sempre ben accetto, e iniziò a fare i soliti lavoretti prima degli allenamenti. Dopo aver trasferito il necessario in panchina, prese i fogli e controllò i punteggi. Rich era molto migliorato. Probabilmente nella sua squadra nessuno lo avrebbe raggiunto facilmente. Era felice.

Mentre Keith preparava il necessario ai ragazzi, Rich era insieme al resto della marmaglia nel suo spogliatoio e si stava cambiando. -Ehi Rich! Ho visto Keith! Devo dire che è cambiata da quando veniva qui a prepararci gli asiugamani...è cresciuta...e si è fatta anche più carina...- -Uh? Cosa? Scusami, Frederik, ero sovrapensiero...dicevi? Hai visto Keith?- -Sì, qui al campo, mentre stavo per entrare nello spogliatoio...andava verso la stanza degli allenatori...- -Oh, già! Non ve l'ho detto! Ci ha preparato dei panini e... ha invitato delle sue amiche al pic-nic!!- -Davvero? Wow... muoviamoci a fare gli allenamenti! Non vedo l'ora!- Tutta la squadra esultò e si precipitò in campo.

Venti minuti di corsa... l'entusiasmo fa presto ad affievolirsi dopo l'affermazine del mister...ma questo è quanto si deve soffrire se si vuol giocare... Keith osservava la squadra dal bordocampo mentre ricopiava sul registro tutti i punteggi, sembravano non finire più...ma quanto migliorano questi ragazzi? Non è meglio se restano sempre uguali così non c'è bisogno di aggiornare quei libroni dopo goni partita? -Ehi! Ki! Come te la passi? Anche se me lo hai detto all'ultimo momento sono venuta, visto? NOn mi merito un premio?- -Oh... Ciao! Ciao Nancy! Ciao a tutte! Certo, ti meriti un bellissimo premio... passare un po' di tempo con...- -Uffa! Ki! Sempre la solita... Non sono venuta per lui ma per stare un po' con te, con la mia cara amichetta combinaguai...- -Dai che scherzavo! Comunque vedete di levarvi dai paraggi, se viene il mister uccide prima me che vi ho invitate e poi voi perchè siete entrate... lo so che è meglio starne lontani, ma dovreste andare a mettervi là in fondo dove ci sono tutte quelle galline urlanti. Appena finisco qui vi raggiungo, al termine degli allenamenti poi andiamo in un posto più carino e divertente! Okay?- Le quattro ragazze andarono verso la collinetta, si scelsero un posticino abbastanza lontano dal resto e si sdraiarono sul prato. Rich e i suoi terminarono i minuti di corsa. Ora i ragazzi devono affrontare dei percorsi ad ostacoli di vari tipi, dal semplice slalom fino ai salti col pallone. Solo i portieri sono esonerati da queste fatiche, ma per affrontarne di forse ancora più dure ed idonee al proprio ruolo. Finalmente, dopo estenuanti fatiche, arriva la partitina di allenamento, dove vengono provati schemi sempre nuovi e più efficienti e vengono messe a punto nuovissime tattiche di gioco... -Bene ragazzi, per oggi abbiamo terminato! Adesso dieci minuti di defaticamento, forza! Una corsetta leggera! Non correte troppo!- urlò il mister Peter Darris ai ragazzi, i quali, senza batter ciglio, ricomposero la fila ordinata ed iniziarono la lenta corsa che gli era stata comandata. Keith prese gli asciugamani, e si avvicinò all'uscita del campo. Quando i ragazzi finirono la corsa le passarono vicino e lei porse loro il proprio asciugamano. -Ehi Rich, io metto a posto qui e poi vado sulla collinetta dalle altre. Quando avete finito, venite anche voi ragazzi alla collina- -Sicuro, Keith! Dacci il tempo di una doccia!- Detto ciò Keith si allontanò. Dopo aver sistemato tutte le carte di Darris per l'ultima volta lo salutò e andò dalle sue amiche. -Nancy! Gyne! Taka! Avete visto come sono migliorati?- -Sì, Ki, sono proprio migliorati parecchio! Mi chiedo se davvero un giorno riusciranno a diventare delle star nazionali...o addirittura mondiali...- sospirò Nancy. -Certo, forse non ci riusciranno tutti...ma se continuano almeno ad un buon punto ci arrivano! Però è così bello sognare! Nei nostri cuori loro già sono diventati dei professionisti di alto livello, vero?- disse Takahiko. -Vero Taka! Oramai sono come una specie di dei...chissà se un giorno li vedremo pubblicati su una rivista sportiva...- anche Gyne disse la sua. -Okay! Ora basta sognare! Cosa avete portato di buono? Iniziamo a preparare per il pic-nic?- Keith riportò tutte alla realtà. Seguendo il suo invito le ragazze iniziarono a preparare la tavola per i ragazzi.

-Muoviti Frederik! Forza che ci stanno aspettando!- -Calma Rich! Fammi almeno mettere la divisa sporca nelle ceste! Però avresti dovuto dirmelo prima che venivano ospiti... avrei portato dei vestiti di ricambio un po' più "in"- -Ma smettila! In fondo ci conosciamo da molto! Ti hanno visto tutte ruzzolare nel fango sin da piccolo!- -Che c'entra, ora siamo più grandi. Ci sono altre cose che contano. Crescendo si cambia. Il passato è passato. Il presente ha un nuovo futuro. E nel futuro io mi vedo diverso da come mi vedevo da piccolo.- -Eccolo qui: il saggio! Ma che ti succede? Non mi dirai che... cioè, voglio dire! Io ti ho sempre preso in giro quando stavamo noi due a chiacchierare, non vorrai mica dirmi che ti sei innamorato per davvero di Nanc...- -...di Keith! Sì: penso proprio di essermi innamorato di Keith.- -Cosa?- Parole, azioni, pensieri... tutto un misto di ricordi e realtà attraversano la mente di Rich. Le parole di Frederik. Il suo amico Frederik. Possibile sia innamorato di Keith? Proprio ora che lui aveva capito di esserne innamorato... Da quel momento saranno nemici? -Oh...bhe... capisco... sei innamorato di Keith...felice per te...- Rich riprese a parlare cercando di non farsi prendere dalle emozioni. Probabilmente stava trattenendosi dallo strangolare il suo miglior amico. -Sì. Non so se e quando glielo dirò... tu pensi che io abbia qualche speranza?- -Ecco...veramente... Le devo parlare. Dopo ti farò sapere. Non fare nulla finchè non ti farò sapere io, ok?- Ordinate le borse, i due si avviarono verso il sentiero. Non fecero più nemmeno una parola. Gli altri chiacchieravano fra loro, si rincorrevano, andavano via, salutavano... loro non si mossero. La verità faceva male ad entrambi. -Uffa! Ma ci aspettate?- urlò una voce lontana. Era Rod. Era rimasto ancora nello spogliatoio insieme a Jaghe per sistemare le divise sporche. -Oh, sì, scusate! Non vediamo l'ora di arrivare dalle ragazze!- rispose Rich fermandosi ad aspettarlo. Raggiunti gli amici, continuarono verso la collinetta. Le ragazze le accolsero e subito offrirono le loro prelibatezze agli stanchi giocatori.

Fine 5° capitolo